Anniversari

Il laboratorio Radio Epoca di Claudio Sicolo inizia con
l’autocostruzione di radio amatoriali e approda ai suoi studi filosofici all’Università sulle teorie
dell’etere elettromagnetico. Un doppio binario che si è concretizzato nell’attività di
recupero di radio d’epoca (le radio degli esordi a galena e a valvole), nella ricerca storiografica e nella
divulgazione.

50 anni con la radio

Scopri la magia dei particolari
Nel 1974 Claudio Sicolo ha conseguito l’autorizzazione all’ ascolto delle radiotrasmissioni amatoriali. Nel 1976 ha conseguito la Patente di radioamatore e nel 1977 la Licenza ministeriale per l’esercizio di una stazione radioamatoriale. Nello stesso anno aderì all’Associazione Radiotecnica Italiana (ARI). Nel 1984 ottenne la Laurea in Filosofia con una tesi sulla storia delle teorie dell’etere elettromagnetico e nel 1985 si perfezionò presso la Scuola Superiore di Storia della Fisica con una ricerca sulle concezioni dell’etere nella fisica inglese della seconda metà dell’Ottocento. Nel 1989 pubblicò il suo primo saggio scientifico negli Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. L’autore conserva ancora i documenti e i cimeli delle sue attività tecniche e scientifiche degli esordi nel suo studio di Roma.

15 anni di restauro, di ricerca storica e di divulgazione

Suggestioni in bilico tra realtĂ  e visione
Dal 2011 Claudio Sicolo ha avviato un’attività di salvataggio di vecchie radio, ormai non più utilizzabili, accompagnata dalla creazione di una biblioteca personale di documentazione tecnica necessaria allo scopo. Dal 2015 conduce un’attività di divulgazione delle proprie realizzazioni con il sostegno morale dell’Associazione Italiana per la Radio d’Epoca (AIRE sezione di Roma) presso il proprio studio, scuole e salotti culturali. Nel 2016 ha pubblicato i primi articoli di divulgazione storica e nel 2017 il suo primo libro Le Onde smarrite della Tenda Rossa, una approfondita e inedita indagine sui collegamenti radiotelegrafici della spedizione del dirigibile Italia del 1928. L’attività pubblicistica, incoraggiata da ampi consensi, si è intensificata negli anni successivi in Italia e all’Estero.